Pescina, 1900–Ginevra, 1978

Ignazio Silone nel suo studio. Fonte: mangialibri.com

Fondatore insieme a Nicola Chiaromonte della rivista mensile “Tempo presente”, Ignazio Silone è stato fra le figure politiche e letterarie italiane ad avere avuto numerosi contatti con il mondo russo fin dalla sua esperienza all’interno del PCI e nei decenni successivi alla sua espulsione avvenuta nel 1931. Nonostante le ricostruzioni, le congetture e i continui processi a cui è stato sottoposto anche dopo la morte, rimane indiscusso il suo importante contributo alla diffusione del dissenso sovietico negli anni Cinquanta e Sessanta e alla storia della ricezione di questo fenomeno in Italia (cf. Guagnelli 2012-2013).
Gli articoli apparsi sul periodico diretto con Chiaromonte dimostravano uno spiccato interesse verso i casi letterari e politici di Andrej Sinjavskij e Julij Daniėl’, di cui lo scrittore assunse la difesa nel 1966, nonché verso le popolazioni ungherese e cecoslovacca vittime dell’invasione del 1956 e 1968 (cf. Silone 1956a, 1956b, 1966, 1968a, 1968b, 1968c). Quella crisi ideologica, vissuta da Silone in  odo più dirimente negli anni Venti ed esplosa dopo il suo viaggio in Unione Sovietica nel 1927, si consolidava ora, nel periodo post-bellico, attraverso la condanna di ogni forma di coercizione governativa. La difesa del dissenso sovietico diveniva una conferma delle precedenti posizioni politiche contrarie a qualsiasi sistema dittatoriale (Silone aveva già maturato una netta avversione per i metodi leniniani di epurazione; cf. Larocca 2014), manifestando una personalità, come ebbe a dire Togliatti, tutt’altro che passiva e indifferente.
Nel 1968, in occasione dell’entrata dei carri armati sovietici a Praga, l’attacco di Silone contro l’URSS tornò a riempire le pagine di “Tempo presente” e la solidarietà al popolo ceco rappresentò la cifra di quegli anni (cf. Silone 1968a, 1968b, 1968c). Visto l’impegno attivo sul fronte antitotalitario, non stupisce ritrovare lo scrittore italiano tra i membri del comitato di redazione internazionale della rivista tamizdat “Kontinent” (ne fu membro fino al n. 17 del 1978, anno della sua morte): la partecipazione alla rivista di Vladimir Maksimov costituì il naturale prosieguo del suo percorso intellettuale volto a scongiurare ogni forma di censura e violazione dei diritti dell’individuo. Nell’articolo Eščë raz o pravde istorii (Ancora una volta sulla verità della storia), uscito nel n. 2 del 1975 di “Kontinent” (cf. Silone 1975), Silone sottolineò la necessità di chiarezza sui crimini della storia di cui si era macchiato il PCUS (veniva citato il caso Kirov) senza incontrare alcuna condanna da parte del PCI di Togliatti (cf. ibid.).
Una simile critica nei confronti del partito comunista italiano era già giunta trent’anni prima in La fine di un concordato (1940), quando Silone aveva sferrato un giudizio severo e intransigente sull’azione politica del PCI, subalterno alla “dittatura burocratica” che era diventata il regime staliniano in Russia (cf. Silone 1998). L’attivismo, la denuncia, la descrizione dell’altra faccia del regime sovietico rappresentarono la sua “uscita di sicurezza” a quegli anni, un’alternativa necessaria rispetto a una deriva che, a suo avviso, era stata intrapresa anche dal partito di Togliatti considerato fra gli “strumenti più docili del terrore moscovita contro gli eretici del comunismo internazionale” (Silone 1969: 162).

Giuseppina Larocca
[30 giugno 2021]

Bibliografia

  • Guagnelli S., Tempo presente. Una rivista italiana cripto tamizdat, “eSamizdat”, IX (2012-2013): 87-104.
  • Larocca G., “Così avete contribuito a reabilitare ciò che di sublime v’è nell’uomo. Lettere di Anželika Balabanova a Ignazio Silone, “Russica Romana”, XXI (2014): 109-138.
  • Silone I., La fine di un concordato in Id., Romanzi e saggi. 1927-1944, vol. I, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1998: 1351-1355.
  • Id., Ideologie e realtà sociali, “Tempo presente”, 1 (1956a): 3-7.
  • Id., Invito a un esame di coscienza, “Tempo presente”, 1 (1956b): 681-689.
  • Id., Intorno al processo, “Tempo presente”, 2 (1966): 4-6.
  • Id., Eščë raz o pravde istorii, “Kontinent”, 2 (1975): 360-362.
  • Id., I fatti di Praga, “Tempo presente”, 3-4 (1968a): 2-3.
  • Id., Da Praga a noi, “Tempo presente”, 9-10 (1968b): 2-3.
  • Id., Solidarietà con la Cecoslovacchia, “Tempo presente”, 9-10 (1968c): 105.
  • Id., Uscita di sicurezza, Vallecchi, Firenze 1969.
  • Togliatti P., Contributo alla psicologia di un rinnegato, “L’Unità”, 6.01.1950.

Versione aggiornata di: Larocca G., Ignazio Silone, in C. Pieralli, T. Spignoli, F. Iocca, G. Larocca, G. Lo Monaco (a cura di), Alle due sponde della cortina di ferro. Le culture del dissenso e la definizione dell’identità europea nel secondo Novecento tra Italia, Francia e URSS (1956-1991), goWare, Firenze 2019: 407-408.

Cita come:
Giuseppina Larocca, Ignazio Silone, in Voci libere in URSS. Letteratura, pensiero, arti indipendenti in Unione Sovietica e gli echi in Occidente (1953-1991), a cura di C. Pieralli, M. Sabbatini, Firenze University Press, Firenze 2021-, <vocilibereurss.fupress.net>.
eISBN 978-88-5518-463-2
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