“Il cammino” di Olg’a Adamova-Sliozberg. Foto dall’archivio personale. Fonte: https://takiedela.ru.

Titolo:
Put’ [Il cammino]

Autore: Ol’ga L’vovna Adamova-Sliozberg (1902-1991)

Anni di redazione: (1936) 1946-1969

Anno di prima pubblicazione: 1989

Rivista: “Družba Narodov”

Luogo di edizione: Mosca

Descrizione:
Con il titolo Put’ (Il cammino) Ol’ga L’vovna Adamova-Sliozberg raccolse le sue memorie di prigionia nelle carceri e nei lager staliniani. Nell’opera, il racconto di una travagliata storia personale s’intreccia a quello di una altrettanto sofferta storia collettiva ambientata in un lasso di tempo che va dagli anni Trenta fino alla fine degli anni Cinquanta. Questi scritti dall’intonazione molto intima descrivono le diverse esperienze concentrazionarie che la scrittrice visse tra il 1936 ­– anno del primo arresto ­– al 1949 ­– anno del definitivo rilascio ­– e le battaglie combattute per ritornare ad una vita normale dopo l’esperienza dei campi di lavoro forzato­. Il punto d’inizio della narrazione, o meglio, l’origine di quell’intricata trama che attraversa quasi vent’anni della storia sovietica, è da individuarsi nell’arresto del primo marito di Adamova-Sliozberg ­– Judel’ Rumivovič Zakgejm – un professore dell’Università di Mosca, tra le prime vittime delle grandi purghe staliniane, che, dopo esser stato fucilato a pochi mesi dalla sua incarcerazione (4 ottobre 1936), fu riabilitato dopo la morte di Stalin (19 maggio 1956). Subito dopo l’arresto del marito, anche Ol’ga L’vovna fu incarcerata (27 aprile 1936) e condotta alla Lubjanka. Condannata a 8 anni di carcere duro e interdetta per 4 anni dall’esercizio dei diritti politici, dal 1936 al 1938 fu internata alle Solovki. Dal 1939 al 1944 fu trasferita in diverse prigioni (tra cui quelle di Kazan’ e Suzdal’), fino ad approdare alla Kolyma e, infine, al campo di lavoro di Magadan, dove prese parte a numerose brigate di lavoro di forzati. Adamova-Sliozberg riacquistò la libertà il 27 aprile del 1944, ma dopo qualche anno fu arrestata nuovamente (29 agosto 1949) e stavolta fu trasferita alla prigione di Butyrka, a nord di Mosca, fino alla fine di ottobre dello stesso anno. Dalla fine del 1949, dopo esser stata rilasciata per la seconda volta, Ol’ga L’vovna riprese la convivenza con il secondo marito – Nikolaj Vasil’evič Adamov – ma anche questo secondo tentativo di riprendere una vita normale fu interrotto nel 1951, quando pure quest’ultimo fu tratto in arresto e condannato a dieci anni di prigionia. Dopo la morte di Stalin (1953), però, il marito fu rilasciato e dopo qualche anno fu riabilitato (12 dicembre 1957). Anche l’autrice fu riabilitata nel 1956, dopo un lungo calvario burocratico-amministrativo che viene descritto nell’opera come un difficile ritorno alla vita (cf. Hutton 2015).
Alla narrazione in prima persona, attraverso cui Adamova-Sliozberg restituisce alla memoria collettiva queste dolorose vicende, si intrecciano pure le voci ­– quasi tutte femminili – di altre vittime che hanno condiviso con l’autrice il tempo, i luoghi e l’esperienza della persecuzione politica staliniana (cf. Magnanini 2004). Questo difficile recupero della memoria attraverso la testimonianza fu un lavoro lungo e doloroso che impegnò l’autrice dal 1946 alla fine degli anni Sessanta, sebbene le sue fatiche furono pubblicate in URSS soltanto nel 1989. Tuttavia, nonostante la scrittura vera e propria ebbe inizio sul finire degli anni Quaranta, fu la stessa autrice a retrodatare la data di composizione dell’opera tra il 1936 e il 1937, quando, in prigionia alle Solovki, Ol’ga L’vovna prese a stendere i primi capitoli nella sua mente, cominciando un processo di elaborazione e composizione mentale che si protrarrà per un decennio, in attesa di poter fissare sulla carta la memoria di quei terribili giorni (cf. Gullotta 2010-11: 240-241; Pieralli 2013: 233-235). Nonostante la prima versione ufficiale sovietica dell’opera fu data alle stampe nel 1989 – dapprima sulle pagine della rivista “Družba Narodov” ed in seguito in un volume miscellaneo edito dalla casa editrice Vozvraščenie intitolato Dodnes’ tjagoteet. Otryvki iz vospominanij, stichi i pis’ma ženščin, pobyvavšich v konclagerjach (Tutt’ora incombe. Frammenti dalle memorie, i versi e le lettere di donne rinchiuse nei campi di concentramento) – essa raggiunse il lettore molto tempo prima, quando cominciò a circolare in samizdat nel circuito letterario non ufficiale (1956). Le memorie raccolte nel volume intitolato Put’ usciranno in Russia soltanto in epoca post-sovietica sempre ad opera della casa editrice Vozvraščenie di Mosca (1993), specializzata nella pubblicazione di versi e memorie di vittime delle repressioni politiche sovietiche. Nel 1992, infatti, sempre della stessa autrice e con lo stesso titolo, questa casa editrice moscovita aveva pubblicato una raccolta di versi dedicati all’esperienza concentrazionaria (cf. Fici 2013: 62-63). La prima ed unica versione in italiano delle memorie in prosa di Adamova-Sliozberg uscì nel 2003 nella traduzione di Francesca Fici edita dalla casa editrice fiorentina Le Lettere con il titolo Il mio cammino 1936-1956. Giorno dopo giorno, il drammatico racconto in prima persona di una donna internata nei gulag staliniani.

Ilaria Sicari
[30 giugno 2021]

Edizioni in lingua russa

  • Adamova-Sliozberg O., Put’, “Družba Narodov”, 7 (1989) [edizione censurata].
  • Adamova-Sliozberg O., Put’, in Dodnes’ tjagoteet. Otryvki iz vospominanij, stichi i pis’ma ženščin, pobyvavšich v konclagerjach, Vol. 1, Vozvraščenie, Moskva 1989: 6-123 [volume miscellaneo a cura di S. Vilenskij, edizione censurata].
  • Adamova-Sliozberg O., Put’, Poety uzniki Gulaga (Malaja serija), Vozvraščenie, Moskva 1992.
  • Adamova-Sliozberg O., Put’, Vozvraščenie, Moskva 1993 [con prefazione di N. Koržavina, a cura di S. Vilenskij, prima edizione integrale].
  • Adamova-Sliozberg O., Put’, Vozvraščenie, Moskva 2002 [a cura di S. Vilenskij, seconda edizione].
  • Adamova-Sliozberg O., Put’, Vozvraščenie, Moskva, 2009 [con prefazione di M. Čudakova, a cura di S. Vilenskij, terza edizione].
  • Adamova-Sliozberg O., Put’, Vozvraščenie, Moskva 2015 [con prefazione di M. Čudakova, a cura di S. Vilenskij, quarta edizione].
  • Adamova-Sliozberg O., Put’, Izd. Corpus, Moskva 2018.
  • Adamova-Sliozberg O., Put’, Izd. Corpus, Moskva 2019.

Traduzioni

  • Adamova-Sliozberg O., Il mio cammino 1936-1956. Giorno dopo giorno, il drammatico racconto in prima persona di una donna internata nei gulag staliniani, traduzione e curatela di F. Fici, Le Lettere, Firenze 2003.
  • Adamowa-Sliosberg O., Mein Weg, in N. Kamm (a cura di), Weggersperrt. Frauen im Gulag, transl. und N. Kamm, Karl Dietz Verlag, Berlin 2009: 11-118.
  • Adamova-Sliozberg O., My Journey: How One Woman Survived Stalin’s Gulag, transl. by K. Gratwick Baker, Northwestern UP, Evanstone 2011.

Bibliografia

  • Adamov N., scheda biografica sul database delle vittime delle repressioni politiche sovietiche “Otkrytyj spisok”, https://ru.openlist.wiki/, online (ultimo accesso: 30/06/2021).
  • Adamova-Sliozberg O., scheda biografica sul database “Vospominanija o GULAGe i ich avtory” (Memorie sul GULAG e i loro autori), https://www.sakharov-center.ru/asfcd/auth/?t=author&i=1255, online (ultimo accesso: 30/06/2021).
  • Adamova-Sliozberg O., scheda biografica sul database delle vittime delle repressioni politiche sovietiche “Otkrytyj spisok”, https://ru.openlist.wiki/, online (ultimo accesso: 30/06/2021).
  • Adamova-Sliozberg O., scheda biografica in M. Barbakadze (a cura di), Antologija samizdata, http://antology.igrunov.ru/authors/adamova/, online (ultimo accesso: 30/06/2021).
  • Fici F., Olga Adamova-Sliozberg. Per non dimenticare, “DEP. Deportate, esuli, profughe”, 22 (2013): 62-68.
  • Gullotta A., Il samizdat e il tema della repressione sovietica: una ricostruzione storica tra criticità e punti di domanda, “eSamizdat”, VIII (2010-2011): 239-246.
  • Hignett K. et al. (eds.), Woman’s Experience of Repression in the Soviet Union and Eastern Europe, Routledge, New York 2018.
  • Hutton Marcelline M., Olga Sliozberg, in Resilient Russian Women in the 1920s and 1930s, Zea books, 2015: 303-306.
  • Magnanini E., Olga Adamova-Sliozberg, Il mio cammino [recensione], “DEP. Deportate, esuli, profughe”, 1 (2004): 173-176.
  • Pieralli C., La lirica nella “zona”: poesia femminile nei GULag staliniani e nelle carceri, in A. Alberti, G. Moracci (a cura di), Linee di confine. Separazioni e processi di integrazione nello spazio culturale slavo, Firenze UP, 2013: 221-246.
  • Pieralli C., The Poetry of Soviet Political Prisoners (1921-1939): a historical-typological framework, in A. Alberti, M. Garzaniti, M. Perotto, B. Sulpasso (a cura di), Contributi italiani al XV congresso internazionale degli slavisti, Firenze UP, 2013: 387-412.
  • Vilensky S. (ed.), Till My Tale is Told: Women’s Memoirs of the Gulag, Indiana UP, Bloomington 1999: 1-86.
  • Zakgejm Ju., scheda biografica sul database delle vittime delle repressioni politiche sovietiche “Otkrytyj spisok”, https://ru.openlist.wiki/, online (ultimo accesso: 30/06/2021).

Filmografia

Versione aggiornata di: Sicari I., Put’ (Il cammino), in C. Pieralli, T. Spignoli, F. Iocca, G. Larocca, G. Lo Monaco (a cura di), Alle due sponde della cortina di ferro. Le culture del dissenso e la definizione dell’identità europea nel secondo Novecento tra Italia, Francia e URSS (1956-1991), goWare, Firenze 2019: 285-287.

Cita come:
Ilaria Sicari, Put’ (O. Adamova-Sliozberg), in Voci libere in URSS. Letteratura, pensiero, arti indipendenti in Unione Sovietica e gli echi in Occidente (1953-1991), a cura di C. Pieralli, M. Sabbatini, Firenze University Press, Firenze 2021-, <vocilibereurss.fupress.net>.
eISBN 978-88-5518-463-2
© 2021 Author(s)
Content license: CC BY 4.0